Lo Scrittore

Come sono diventato scrittore (se davvero lo sono...)

Ho iniziato a studiare la Storia del Risorgimento verso i miei 50 anni. Ero incuriosito dalla vicenda del piccolo Museo della Battaglia di Magenta i cui reperti sembravano essere stati trasferiti nel più importante Museo del Risorgimento di Milano (allora ospitato al Castello), nel 1924; tra di essi risultava la bellissima spada del Generale francese Espinasse, morto nelle ultime fasi della famosa battaglia del 4 giugno 1859. All’inseguimento di quella spada, con l’aiuto del vice Direttore del Museo del Risorgimento di Milano Danilo Massagrande constatai che negli anni 20 del ‘900 non vi era stato alcun trasferimento di reperti da Magenta a Milano. Fine della ricerca. Forse, come si dice in fisica, la spada è “sublimata”!

Ma a quel punto la curiosità circa la battaglia mi ha spinto alla frequentazione della Biblioteca del Museo, dove ho approfondito l’evento bellico, scrivendone una dettagliata descrizione derivata esclusivamente da documenti coevi, ufficiali e non. Vengo però subito dopo rapito dalla romantica e avvincente storia degli avvenimenti del periodo di “preparazione”, quel decennio che va dal 1848 al 1859, anno nel quale finalmente la Lombardia è liberata degli Austriaci, per non farvi più ritorno, e a Milano entrano in trionfo Napoleone III e Vittorio Emanuele II a capo delle truppe franco piemontesi.

La passione mi fa sognare, sognare di vivere in quel periodo: nel Risorgimento. E mi chiedo se le avventure di quell’epoca potrebbero essere raccontate sotto forma romanzata. Decido allora di provarci, di scrivere un romanzo, adottando il motto (di Alessandro Barbero): Levate la polvere alla storia e vi divertirete

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